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CONOSCI FEDERICA?

Conosci Federica? Lavora nella filiale di Banca di Cherasco a Marene. Di cosa si occupa? Leggi l'intervista!

16 agosto 2017

Di cosa ti occupi in banca e quali sono le tue soddisfazioni lavorative più grandi?

 

Sono impiegata in Banca di Cherasco dal luglio del 2009 e da quasi 8 anni mi trovate allo sportello della filiale di Marene. Mi è sempre piaciuto lavorare a contatto con il pubblico, dai tempi del liceo in cui mi azzardavo barista nel periodo estivo agli anni dell'università in cui ho lavorato come commessa nei negozi di abbigliamento. A darmi la carica e la voglia di fare sempre meglio sono proprio i clienti, vederli uscire dalla filiale sereni e soddisfatti mi fa capire che alla base del mio rapporto con loro c'è fiducia e stima reciproca. Lavorare per una banca come la Banca di Cherasco, così radicata nel territorio, significa cercare di aiutare il cliente anche nelle operazioni più basilari, il ritorno è assicurato: il cliente ti cerca e soprattutto cerca da te un consiglio.

 

Qual è la citazione/motto che ti rappresenta (personale e lavorativo)?

 

La citazione che più mi rappresente è "la vità è un viaggio e chi viaggia vive due volte". Con mio marito coltivo da parecchio tempo la passione per i viaggi, e in particolar modo per quelli "fai da te". Organizzare ogni minimo dettaglio prima della partenza, prendere spunto dalle esperienze altrui, trovarsi ad un palmo dal naso quello che si è visto solo in fotografia o letto sulle guide è un'emozione indescrivibile. Sono esperienze che arricchiscono la mia persona e che mi hanno anche aiutato a diventare più spigliata nelle situazioni che la vita mi presenta. Farsi trovare preparato e attivo dai clienti, risveglia in loro un senso di sicurezza, e sono proprio stati loro a svelarmi questo segreto!

 

Hai delle passioni fuori dal lavoro?

 

Oltre a viaggiare, coltivo la passione per la lettura. Fin dai tempi della scuola, con la mia predilizione per l'ordine e la cura delle cose, ho collezionato librerie intere di volumi riempiti di note e pensieri. Ancora oggi, quando finisco un libro, ho la tradizione di scrivere l'ora e il luogo in cui mi trovo una volta letta l'ultima pagina.