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Intercultura 2017: esperienza in Giappone

Banca di Cherasco, in collaborazione con Intercultura, ha messo a disposizione due borse di studio riservate ai figli dei suoi Soci ed una, intestata all'ex Presidente Alberto Bravo, rivolta esclusivamente ai figli/e dei propri dipendenti, per un programma estivo di 4 settimane, in Argentina, Canada, Cina, Danimarca, Finlandia, Giappone, India, Irlanda, Russia, Spagna e Stati Uniti.

21 novembre 2017

Ecco l'intervista a Noemi che ha vissuto l'esperienza di un mese in Giappone.

1. Cosa ti è piaciuto di più e cosa di meno della tua esperienza e dello stile di vita giapponese?
Ho apprezzato molto questa esperienza in quanto mi ha dato la possibilità di conoscere una cultura che mi ha sempre affascinata. La caratteristica avvincente è il fatto che io sia stata completamente immersa in questo nuovo mondo, ciò mi ha permesso di imparare tante nuove cose e di relazionarmi con diverse persone. Sono riuscita ad apprezzare tutto benché estremamente diverso da ciò a cui noi siamo abituati. L'unica cosa che posso dire mi sia piaciuta di meno è il fatto che il tempo lì trascorso sia volato troppo velocemente.

2. Com'è stato vivere con una nuova famiglia?
Le famiglie di Intercultura AFS ti scelgono, tu sei nella tua famiglia perché loro ti hanno voluto e hanno deciso di prendersi cura di te. La famiglia ospitante vuole il tuo bene, tuttavia si possono trovare delle difficoltà, molto spesso a causa delle differenze culturali. In Giappone è importante ringraziare per ogni singolo gesto. Ci tengono molto, noi italiani siamo meno attenti a ciò, mentre in altre culture non vi è per niente la necessità come, per esempio, in Cina dove tra parenti non vi è il bisogno di ringraziarsi o di scusarsi. Inoltre nella cultura giapponese è molto importante l'utilizzo dell'onorifico quando ci si rivolge ai propri genitori e a persone più anziane. Alla fine basta capirlo e impegnarsi. È molto bello poter sentirsi a casa in un altro paese, ed è molto importante secondo me provare a mantenersi in contatto con la propria famiglia ospitante e a costruire un buon legame.

3. La scuola è molto diversa da quella italiana? Quali attività ti sono state più utili per imparare la lingua?
In Giappone la scuola è molto importante. Il sistema d'istruzione è assai modernizzato e gli alunni hanno a disposizione meno giorni di riposo rispetto a noi, infatti la scuola inizia ad aprile per poi finire a marzo. Inoltre molto spesso i ragazzi dopo la scuola partecipano ad attività pomeridiane comunemente chiamate “club scolastici” organizzati a volte dagli stessi alunni. A mio parere sono molto utili in quanto aumentano l'attitudine al team working. Io ho frequentato una scuola privata di lingue per stranieri. Ogni giorno, tranne sabato e domenica, andavo a scuola al mattino e un giorno alla settimana anche al pomeriggio. Mi sono trovata in una classe multiculturale, è stato molto interessante e mi ha permesso di conoscere non solo la cultura giapponese, ma anche culture esterne. Il nostro metodo di apprendimento si basava su uno studio di dottori canadesi, i quali conferivano molta importanza al roleplaying, perciò per la maggior parte del tempo inscenavamo in lingua giapponese situazioni tratte dalla vita quotidiana. Oltre allo studio della grammatica svolgevamo molte attività ludiche utili all'apprendimento della lingua, ciò nonostante io credo che nessuna attività possa essere efficace nell'apprendimento della lingua quanto vivere nel luogo e interagire con le persone del luogo. La timidezza è solo un freno e bisogna metterla da parte: come dicono i giapponesi: 頑張って (metticela tutta)!

4. Hai qualche consiglio da dare a Banca di Cherasco per migliorare o ampliare il suo apporto a progetti come questo?
Credo che la Banca di credito cooperativo di Cherasco dia una grande possibilità ai giovani partecipando a questo progetto. Sono molto grata dell'opportunità che mi è stata offerta e al contempo sono convinta che la banca possa ampliare il suo apporto a progetti come questo affidandosi anche ad altre associazioni che, come Intercultura AFS, offrono ai giovani la possibilità di crescere viaggiando e vivendo all'estero. Per esempio sono a conoscenza di associazioni che interessano anche giovani oltre la maggior età e affidandosi anche a queste si potrebbe coinvolgere un maggior numero di studenti.